NEWS

25/05/2015
FERMENTI PREELETTORALI
Alcune osservazioni
 
In questi ultimi giorni mi sono guardato intorno, ho letto e osservato quello che sta accadendo ad Avigliano. La mia vuole essere una analisi oggettiva, non di carattere politico ma legata agli eventi, presenti e passati, che mi hanno inevitabilmente coinvolto come parte di questa comunità, quindi mi esprimo come cittadino. Saltano all’occhio alcune osservazioni che non sfuggirebbero nemmeno all’attenzione di un bambino... C’è nell’aria un certo fermento preelettorale dei candidati, tutti molto propositivi, un gran da fare, saluti, qualche stretta di mano, qualche telefonata, visite a domicilio, anche in orari “scomodi”, delle pezze di asfalto che molti definiscono preelettorare compreso il sottoscritto, un invito fotocopiato (microscopico) all’inaugurazione del 118 (tipo quelli che si trovano nei Baci Perugina), qualche lucina accesa nel campanile di San Giovanni, tanti sorrisi, qualche sorrisino e chissà quale promessa. Sembrerebbero effettivamente tutti ingredienti di una grande “torta” preelettorale. Però il Sindaco Summa ha prontamente smentito, "l’asfalto non è preelettorale", tirando fuori le delibere di fine 2014. Mi chiedo se tra Ottobre e Dicembre 2014 non fosse già nota la data o quantomeno il periodo delle elezioni comunali. Il sindaco parla di interventi non più rinviabili però, magari a questo punto, si potevano anticipare, avremmo gradito tutti. Comunque il dato di fatto è che le pezze sono state stese prima delle elezioni e non qualche settimana dopo e questo, concedetelo, è un comportamento preelettorale, e mi fa sorridere chi dice che "tra chi asfalta le strade in campagna elettorale e chi distribuisce incarichi in campagna elettorale preferisce i primi perchè almeno sono i cittadini a beneficiare e non solo gli amici degli amici"". Magari gli amici degli amici beneficiano di qualcos’altro, non dell’asfalto, e magari nella stessa lista di quelli che hanno asfaltato ci sono titolari di incarichi ottenuti non per merito ma proprio grazie alla politica. Questi lavori potevano essere realizzati anche l’anno scorso nello stesso periodo, le nostre strade erano rovinate esattamente come lo sono oggi. Comunque vedremo chi festeggerà e prenderà la fetta più grande della torta. Ma è giusto, per le elezioni si fa questo ed altro. Aggiungo pur di ottenere uno scopo. Ha catturato la mia attenzione il fatto che alcune delle strutture ultimate ad Avigliano vengano portate come esempio di realizzazione e fattività dall’amministrazione Summa. Lo ha fatto lo stesso sindaco citando un’opuscoletto che i candidati della sua lista hanno distribuito ai cittadini. All’interno sono riportati tutti gli interventi che l’amministrazione ha portato a termine negli ultimi cinque anni, come dice il Sindaco nell’intervento del 16 Maggio a Possidente. O come nell’articolo pubblicato dall’ex assessore alla cultura Donato Luciano Marino su aviglianonline.eu del 22/05/2015 in risposta al Dr. Antonio Lorusso. Proprio in quell’articolo l’ex assessore scrive esprimendosi con cognizione di causa e criticando al Dr. Lorusso una superficialità “analitica” riguardo alcuni aspetti socio-culturali. L’ex assessore, insieme alla sua amministrazione, dice di aver riadattato vecchi spazi e restituito alla comunità sale cinema, il polivalente, ecc... Guarda caso gli stessi interventi riportati nell’opuscoletto promosso dall’attuale amministrazione Summa. Dunque, ricapitolando; l’assessore alla cultura Marino con la seconda amministrazione Tripaldi 2005-2010 ci restituisce il polivalente; l’amministrazione Summa 2010-2015, in questa campagna elettorale, ci restituisce il polivalente; magari va a finire che la prossima amministrazione 2015-2020 ci restituirà il polivalente. Insomma questo polivalente quante volte ci viene restituito?. È una continua restituzione dello stesso bene. È come se uno venisse da me e mi restituisse una cosa senza dirmi che c’è il resto... Potremmo definirlo un bene preelettorale e mi auguro che il sindaco Summa ce lo abbia restituito finito. Mi soffermo proprio su questo punto perchè ritengo che il polivalente rappresentasse una chiave di svolta culturale molto importante per Avigliano, una grande opportunità. Le mie osservazioni quindi guardano, non tanto alla tipologia dell’intervento, quanto alla qualità degli interventi stessi. Mi chiedo a cosa può servire un involucro che non possiede la maggior parte dei requisiti per i quali è stato costruito. In una delle risposte dell’ex assessore si legge che quando si puntualizza lo si fa con i fatti. E allora andiamoli ad analizzare questi fatti. Il centro polivalente, lo dice il termine stesso, dovrebbe servire a usi differenti. Questa struttura non possiede la maggior parte dei requisiti funzionali, partendo dalla progettazione per poi arrivare all’aspetto acustico, elemento preponderante rispetto alle altre caratteristiche. Il polivalente è nato male, da progetto la parte scenica era molto limitata, poi sono stati fatti lavori di estensione del proscenio per aumentarne la superficie, ed è venuta fuori una forma ad imbuto molto poco pratica considerando che così facendo attualmente la chiusura della scena giace circa a metà della profondità dell’intera superficie, situazione anomala e non funzionale. Non esiste una graticciata, elemento indispensabile per poter gestire un minimo di luci sceniche o una scenografia. C’è un’americana fissa che per essere raggiunta necessita di una scala a pioli di 6 mt. o un trabattello. Quella che si potrebbe definire sala regia risulta scomoda, come anche i piccoli box che immagino servano per le traduzioni. Il bello è che per accedere a questi spazi bisogna fare un percorso alquanto singolare; e cioè uscire fisicamente fuori dalla struttura e salire lungo una scala antincendio di tre rampe e mezzo circa per poi rientrare dentro al piano superiore. Semplicemente per accendere o spegnere le luci di sala bisogna fare quel percorso, immaginiamo durante un temporale. Io penso che queste cose accadano solo in Italia. Mi chiedo chi sia il genio che ha concepito questo capolavoro di architettura. L’acustica è l’aspetto peggiore di quel posto, un polivalente con una pessima acustica è come una cucina senza i fornelli. Le pareti sono rivestite di pannelli, spacciati per fonoassorbenti, che in realtà per le loro caratteristiche amplificano ancora di più la propagazione delle frequenze indesiderate. Oltretutto sono anche stati posati male, presentano rigonfiamenti. I responsabili, semmai esistessero, potevano rivolgersi a delle persone quantomeno competenti per cercare di contenere gli effetti di riverberazione. E se qualcuno sostiene che gli esperti c’erano allora vuol dire che infondo poi tanto esperti non erano. Quando è stato inaugurato il centro polivalente, dall’interno, alzando lo sguardo verso il soffitto, si potevano vedere già le prime macchie dovute alle infiltrazioni. E questo la dice lunga... In merito alla questione, come il dott. Marino, potrei parlare di superficialità ma non lo faccio, non ce n’è bisogno. Piuttosto parlerei di incompetenza, naturalmente non da attribuire all’operato dell’ex assessore Marino ma a tutte le amministrazioni che hanno avuto a che fare con questo progetto e che si sono succedute nel corso dei decenni, considerando che il progetto per la realizzazione del centro polivalente risale ai primi anni novanta. Questa struttura manca di tutti i requisiti scenotecnici che dovrebbe possedere una struttura polivalente. In parole povere si tratta di una sala conferenze che qualcuno ha voluto spacciare per polivalente. Allora mi chiedo a cosa serve decidere di realizzare un “bene” se poi gli stessi amministratori non posseggono gli strumenti per stabilire se una scelta è giusta o sbagliata? Insomma il concetto che voglio far passare è che non basta far arrivare i soldi se poi i risultati devono essere questi. Ho sempre sostenuto che l’Italia è il paese degli impuniti. Mi chiedo se mai qualcuno pagherà i danni per questa mancata opportunità. Nessun cittadino a mai chiesto all’amministrazione di “restituirci” un polivalente che non serve a nulla o quasi, a meno che non vengano realizzati interventi sostanziali (che tradotto significa molti altri soldi). In questo caso, della cognizione di causa a cui fa riferimento l’ex assessore non si vede nemmeno l’ombra. Ritengo che un buon amministratore debba essere innanzitutto un imprenditore, deve saper gestire e sfruttare i finanziamenti e le risorse come farebbe un buon imprenditore con la sua azienda privata e non sprecare soldi e opportunità come è accaduto per il polivalente. Quello che noto è che si bada molto alla quantità e poco alla qualità degli interventi, del resto capisco che l’amministrazione ha bisogno di farsi vedere alle inaugurazioni e dire che è stato fatto molto, la realizzazione dell’opuscoletto stesso, infondo, è un esempio di scarsa qualità con un retrogusto di autocelebrazione. Mi auguro che queste mie osservazioni servano a migliorare e costruire una cultura del benessere. Il grado di civiltà di una società si misura anche in base alla qualità delle infrastrutture. arlando più in generale, francamente, sono stanco delle inaugurazioni preelettorali, degli incarichi politici, dei sotterfugi, dei giochini di partito, della guerra infinita con le frazioni. Tutti fattori a cui le diverse amministrazioni ci hanno abituati. I nostri amministratori potrebbero esprimere un linguaggio comprensibile, più vicino ai cittadini, e non parlare in politichese. Soprattutto potrebbero pensare di curare il bene comune e non quello delle loro tasche già piene, a differenza delle nostre che sono vuote, soprattutto di speranze. Hanno già fatto fin troppi danni. Hanno dimostrato di essere dei dilettanti della politica e dei professionisti dell’opportunismo, le loro carriere lo dimostrano. Ci sono troppi interessi personali e ci sono tante cose da fare, ad esempio potrebbero andare a casa e ritornare ai loro lavori che nel frattempo, grazie alle loro cariche politiche, hanno visto avanzamenti di carriera e quant’altro. E per chi un lavoro non l’ha mai avuto pazienza, hanno guadagnato fin troppo. Sono sicuro che quello espresso da me è un pensiero comune, gli amministratori lo sanno e quello che mi irrita di più è la loro impudenza.
 
Massimo De Carlo
fonte AVIGLIANONLINE.EU
categoria: POLITICA