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22/09/2009
IL POEMA R LA TERRA
Presentato l'opera di Pasquale Pace. Iniziativa della Società Operaia di Mutuo Soccorso
 
“Hij so Flumena, sora a Ningh Nangh…M’ zumbaru’n ngiudd alasacres cum’ gli lup condr a lu pastor;. rez’r fuoch a la canapa lor. Hij muriett affuquata.” La voce di Dino Becagli accompagna il video, Filomena, sorella di Giuseppe Nicola Summa, detto Ninco Nanco racconta la sua storia, la sua morte, dopo l'aggressione di due bruti che poi la bruciano viva. Ironia della Sorte, la stessa morte dello materno, Giuseppe Nicola Coviello detto “Cola Arso”, anche esso brigante, anche esso morto asfissiato in una capanna di paglia. Canto VIV del “Poema r’ la Terra” di Pasquale Pace, poeta di professione informatico. A tratti uno Spoon River in vernacolo, con le memorie ed i ricordi di chi non c’è più, un percorso antropologico tra i costumi di un tempo, i ricordi degli antichi rioni, gli interventi r’ masc’jar ( guaritori,oppure antichi pasti di una volta come la carchiola, una volta alimentazione per poveri, ora piatto per palati raffinati. Non è un semplice raccolta di poesie e versi dialettali,ma un poema Un poema di 16 canti, una opera in dialetto, reso lingua viva anche nei termini ormai in disuso o dimenticati. “Poema r La Terra”, dove la continuità tra il passato ed il presente si fonde, in un percorso poetico. Dove leggenda e storia si incrociano tra le rime, la visita del Guiscardo, cadetto di Tancredi di Altavilla che fondò un regno, episodio storico ormai dimenticato, ai suoi discendenti Federico II e re Manfredi con l’amata Elena. Carlo D’Angiò, I Corbo venuti da Sulmona, Monsignor Filippi. Pace si chiede Chi furono gli antichi aviglianesi? I greci col “Lucos”, sanniti, oschi oppure la romana Gens Avilia? Origini oscure ma cementante proprio nel dialetto dalla dura cadenza, assieme al “Monte Carmine”, fulcri della “Nazione Aviglianese.”come la definì Manlio Rossi Doria, economista e antifascista che fu, qui confinato.Una appartenenza culturale che va oltre i confini spaziali e temporali: “La Terra”.Gli aviglianesi di tutto il mondo e loro discendenti si considerano sempre “cittadini” anche se nati o residenti altrove , come Erberto Stolfi che si è definito “aviglianese della diaspora”. Della Nazione aviglianese gli altri relatori, Giampaolo D’Andrea, Mario Santoro e molti del pubblico, tra cui il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero. L’autore ha letto alcuni brani del suo libro, seguito anche in diretta da 370 persone su www.aviglianonline.eu. Contatti dal Canada, dagli Usa, Belgio, Italia ovvio. Uno spettatore per tutta la manifestazione dalla Lettonia. Che sia un appartenente alla “Nazione Aviglianese”? Resterà un mistero.
 
Leonardo Pisani
fonte LA NUOVA DEL SUD
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