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02/08/2009
IL PATHOS DELLA CHIAMATA
Spazio Ragazzi prepara la "Vocazione dei SS. Giacomo e Giovanni" del Fiasella
 
La rappresentazione dura una ora, una ora e mezza circa. Nove minuti di esposizione dei quadri viventi la pubblico. Ma il lavoro di preparazione ha inizio molto tempo prima. “ La Pro Loco sceglie il tema ed i quadri e ci assegna quello da rappresentare” spiega Franco Bergamasco,direttore artistico “ Si inizia verso Giugno, studiamo il quadro, le proporzioni , come rendere plastico e reale il tutto” Si scelta di chi deve dar vita ai personaggi, basandosi su rassomiglianza, portamento, fisionomia. Luciano interpreterà Gesù nel dipinto del Fiasella, l’anno scorso era un legionario romano. “ Osservo la foto del quadro e cerco di imparare la postura, studio il gesto. Mi sono anche fatto crescere le basette per rendere più credibile la barba che mi applicheranno.” Un lavoro fatto in squadra, per curare i minimi particolari che permetteranno di rendere umana e reale l’opera pittorica. Ogni cosa è preparata dal gruppo, che mettono a frutto le professionalità e la competenza acquisita in anni di rappresentazioni fatte. Anche i vestiti sono cuciti a mano, se ne occupa l’abile signora Anna Rosati, la costumista ufficiale di Spazio ragazzi. “ Due fattori sono importantissimi per una perfetta realizzazione” dice Emila Gravina, la coordinatrice “ La giusta scelta delle proporzioni tra i personaggi e la distanza spaziale tra loro. E soprattutto il gioco della luci, che deve essere curato nei minimi particolari e con precisione. Un faretto mal posto, una luce fioca o troppo forte può creare ombre, effetti ottici che vanificano il lavoro di mesi.” Gli attori raccontano che è emozionante stare sul palco, ma crea anche timori a volte. Non vedono il pubblico, a volte sono impossibilitati dalla postura che assumono e anche dai fari. Ma sanno che il pubblico li osserva mentre sono immobili, sentono i commenti, le grida di ammirazione e perché no, anche qualche critica. Gerardo ricorda un episodio e ridendo racconta: “ Alla prima esposizione che feci ero emozionato, mi concentravo e sentivo tutto il brusio. Per un attimo ho sbattuto le palpebre e ho sentito un bambino che gridava: “ Mamma, mamma, il soldato romano si è mosso. Stavo per svenire.” La preparazione finirà nel pomeriggio, poco prima della apertura al pubblico. Le prove ogni sera, in modo che tutti, figuranti, costumista, direttore e organizzatori siamo, presenti: vi è sempre un particolare da curare. L’ultimo giorno, di le delicate prove delle le luci, per creare ombre, profondità, far risaltare colori, e l’armonia dell’insieme vivente. Franco indica lo sfondo, una foto gigante, fatta col plotter : “Per rendere plastico il tutto, ci lavoriamo inserendo i capelli per gli angeli, stoffe e cotone per le ali, altro materiale per dare rilievo e produrre un gioco visivo che dia il senso della profondità.” Poi Domenica, gli ultimi ritocchi , il trucco, le ultime prove prima dello spettacolo.
 
Leonardo Pisani
fonte LA NUOVA DEL SUD
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