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12/04/2009
UNA STORIA DI AUTENTICA AMICIZIA
protagonisti Ruggero Zilioli e Donato Martinelli che da bambino è stato ospite a Gonzaga
 
Avigliano 12 aprileDonato “Tuccio” Martinelli e Ruggero Zilioli si sono ritrovati.“Io, appena sceso dall’aereo a Capodichino, non sono riuscito a riconoscerlo ma lui sì e mi chiamato ad alta voce ” racconta, sorridente, Ruggero Zilioli, l’amico ritrovato dopo 60 anni, come in vecchie storie o film in bianco e nero ma invece è realtà.Il viaggio in macchina fino ad Avigliano, pieno di racconti, aneddoti, commozione intervallate dalle barzellette di Tuccio, sua grande passione.Sembra che non si siano mai persi di vista, i due bambini ormai adulti, tale è l’affiatamento che dimostrano, “ Un giorno ricevo una telefonata” continua Ruggero “e mi dicono: Sono Donato. Io di Donato ne conosco molti e chiedo, ovviamente chi fosse con precisione. Quando mi sento dire: Donato, il bambino lucano ospite a casa tua, andavamo a scuola assieme in bicicletta, Non riuscivo a crederci, impossibile dopo tanti anni.”La bicicletta rossa, il comune mezzo di trasporto dalla fattoria Zilioli a scuola. Ruggero spiega che guidava lui e Donato stava sulla canna perché non era capace di usarla, ma è subito corretto: “ Veramente io sapevo andarci, ma non te l’ho mai detto; meglio che pedalavi tu.” gli confessa Tuccio dopo 60 anni.E quelle pedalate con il peso del piccolo amico in più, sono servite, infatti, Ruggero ha praticato ciclismo agonistico da giovane, ma la piccola bici rossa ebbe breve vita: un giorno si ruppe a metà e caddero tutti e due. “ Che toma (caduta)” dice in dialetto lombardo Ruggero “rimasi con il manubrio in mano” “ Che azzupuata” traduce in aviglianese Tuccio “ a chi s’ la scorda” e via con le risate.Ruggero Zilioli è la prima volta che viene in Basilicata, si fermerà qualche giorno assieme alla moglie Valeria per poi ritornare a Corsico, dove vive. Ma i due amici si ritroveranno ad Agosto: andranno a Gonzaga, a visitare i luoghi dove giocavano da bambini, quando portavano zoccoli imbottiti di paglia, perché allora le scarpe erano un lusso per signori.
 
Leonardo Pisani
fonte LA NUOVA DEL SUD
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