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21/03/2012
IN QUELLA DISCARICA ABUSIVA COMPAIONO ANCHE ROTTAMI DI AUTO
Insorgono i cittadini e i consiglieri di opposizione (PDL) che accusano il comune - Tutto fermo: persi i fondi regionali per la bonifica di Carpinelli.
 
AVIGLIANO - Era il 4 giugno 2010 quando sul Bollettino Ufficiale n. 23 della Regione Basilicata furono pubblicati i provvedimenti di revoca dei finanziamenti per la bonifica delle discariche dismesse c/o abusive tra cui quello del sito aviglianese di contrada «Carpinelli». Quindicimila e passa euro messi a disposizione dalla Regione che avrebbero permesso di riprendere in mano, anche se sicuramente non in maniera completa e soddisfacente essendo, si dice, necessarie somme ben più elevate. I lavori di bonifica della discarica a ridosso del centro cittadino che oggi torna al centro delle polemiche in seguito ad una nuova interrogazione dei consiglieri d'opposizione. «Noi del Popolo della Libertà - si legge nel documento - ci siamo già occupati di quella discarica all'inizio della consiliatura, riguardo alla perdita del finanziamento regionale in seguito a superficialità del Comune di Avigliano. Quel denaro, infatti, poteva essere utilizzato per completare la bonifica della discarica». «Oggi - continuano -, in seguito ad alcune segnalazioni dei cittadini proprietari dei fondi vicini, abbiamo avuto modo di osservare la comparsa di alcuni rottami di automobili in prossimità della discarica stessa. Riteniamo, quindi, sia opportuno a questo punto verificare la provenienza di questi rottami e valutare a distanza di anni i lavori di bonifica che effettivamente sono stati effettuati Inoltre è possibile notare come sono stati eliminati, con il tempo, gli accessi, che chiediamo vengano subito ripristinati, che permettevano di raggiungere la discarica per le attività di ispezione». Le vicissitudini della discarica di Carpinelli, un «immondezzaio» vecchio stile nel quale la spazzatura, a quanto emerge dai centellinati racconti che siamo riusciti a incasellare. veniva bruciata a cielo aperto, sono di difficile ricostruzione. Chiuso negli anni '80 dall'allora sindaco Francesco Mancusi che aprì la discarica del Monte Carmine, il sito subì nell'immediatezza della chiusura degli interventi di bonifica, ma una causa intentata nei confronti del Comune da alcuni proprietari bloccò ulteriori opere per anni. Pare che la stessa area solo lo scorso anno sia stata frazionata, divenendo finalmente, com'è giusto che sia per una superficie utilizzata per il pubblico interesse, di proprietà comunale. Un passo importante che attende ora quello ancor più rilevante della bonifica. Ma con quali soldi?
 
Sandra Guglielmi
fonte LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
categoria: DA CLASSIFICARE
 
 
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