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31/03/2009
«NON CHIUDIAMO GLI OCCHI MA NIENTE ALLARMISMI»
Il sindaco Domenico tripaldi parla di un fenomeno che c'è. Ma è in «retromarcia»
 
«Come sindaco di Avigliano e a nome dei miei concittadini esprimo il mio rammarico e il mio disappunto per come è stata etichettata, ingiustamente ed immotivatamente, la città che amministro». Con queste parole Domenico Tripaldi inizia a parlare delle affermazioni, apparse nel titolo e negli occhielli della Gazzetta di sabato a introduzione dell’articolo sul fenomeno droga nella cittadina, che l’amministratore ribadisce abbiamo «sovvertito il senso di un’analisi che poneva, in realtà, il fenomeno in retromarcia e rovesciato il dato di fatto che, se è vero che circola droga, anche se in quantità molto più ridotte rispetto al passato, lo è anche il fatto che l’utenza sia unicamente interna». Il sindaco rigetta l’affermazione che Avigliano sia il punto di riferimento per spacciatori e tossicodipendenti del potentino, «asserzione che non trova alcun riscontro nella realtà dei fatti». «Il diffondersi dell’uso di sostanze stupefacenti anche nelle zone interne della Basilicata e nella nostra città –continua il primo cittadino - è riconducibile ad un’omologazione alla situazione nazionale, livellamento cui Avigliano è giunto un po’ in ritardo, con un’accelerata che ha dato molto nell’occhio, ma che non l’ha portata a diventare il punto nevralgico di consumo e spaccio della provincia. Questo non significa, ribadisco ancora una volta, che vogliamo nasconderci dietro facili alibi, né far sì che si abbassi l’attenzione, perché il lavoro della società civile, delle associazioni e delle istituzioni deve essere costante e non può mai considerarsi concluso». «Il nostro impegno – conclude -, testimoni le numerose iniziative e gli interventi di prevenzione e informazione, ma anche quelli terapeutici di inclusione sociale, è costante. I risultati della mobilitazione sociale di una comunità che non ha voluto mai chiudere gli occhi sono ben evidenti. Non è giusto insultare gratuitamente una città facendo strame della verità dei fatti».
 
Sandra Guglielmi
fonte LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
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