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27/05/2012
VALLE BONA, I SERVIZI SONO UN LUSSO
I residenti della contrada aviglianese lamentano da anni l’assenza di acqua potabile
 
AVIGLIANO - Nella zona sud della città, in Contrada Valle Bona, i residenti e gli esercizi commerciali presenti nell’area, limitrofa al campo sportivo comunale, lamentano da anni la mancanza dell’acqua potabile. In questa contrada, sempre più interessata da nuove costruzioni, difatti, risiedono diversi nuclei familiari. Dunque, un’area in espansione del centro abitato di Avigliano, che da vent’anni non gode di alcun tipo di servizio comunale. Non c’è acqua potabile, né fogna, né tantomeno l’illuminazione pubblica. Per gli aviglianesi di Valle Bona, dove da qualche anno c’è anche un discount, sono numerosi i disagi dovuti alla mancanza di acqua potabile in un’area così vicina al centro comunale. L’importante risorsa idrica, bene primario all’interno delle abitazioni, cinquant’anni fa non era disponibile per tutti e, così, le massaie aviglianesi, si recavano a riempire l’acqua presso le fontane pubbliche. Ma, adesso, neppure quest’ultime sono presenti ad Avigliano. Oggi, al fine di fronteggiare le diverse esigenze domestiche, occorre dotarsi di acqua potabile e non, preoccupandosi, così, di ricaricare d’acqua i bidoni da tenere in casa o in cantina. Ecco quello che avviene per gli abitanti di contrada Valle Bona. Ma è mai possibile che nel 2012, non si riesca a far arrivare tale risorsa in casa di tutte i cittadini? La faccenda si trascina da anni e non è mai stata risolta dalle amministrazioni che si sono susseguite nel tempo. Dunque, in quest’area manca l’acqua potabile anche se, privatamente, alcuni cittadini, in precedenza, avevano predisposto l’allacciamento; pur avendo pagato tutti gli oneri di connessione previsti, non si è ancora provveduto all’erogazione del servizio pubblico. I residenti hanno più volte sollevato l’annoso problema ma, di fatto, nella contrada nulla è cambiato. Tutt’oggi, questi cittadini sono costretti ad attingere a serbatoi d’acqua personali. «E’ necessario provvedere a ricaricare frequentemente anche dei boccioni in plastica che abbiamo acquistato o, comunque, fare scorte di acqua potabile in bottiglia, per tutta la famiglia» - spiega una giovane donna, che da qualche anno risiede a Valle Bona. Ma con i bambini come si fa? Bisogna fare maggiore attenzione all’utilizzo dell’acqua non bevibile. «Così, sono costretta a fare il pieno d’acqua potabile a casa dei miei genitori, residenti ad Avigliano che, invece, hanno sempre avuto “l’acqua buona”. E quando questa scorta finisce, corro al supermercato, perché non possiamo né bere, né cucinare, né lavare le stoviglie» - ha concluso la signora. Anche un’azienda presente nella zona, da tempo, provvede autonomamente all’approvvigionamento della risorsa idrica, grazie alla realizzazione di un pozzo artesiano (pozzo che attinge ad acque sotterranee), che ha permesso di ovviare a questa necessità primaria. Ma l’acqua del pozzo non è potabile e, per tale ragione, è necessario ricorrere ai contenitori di plastica anche per i dipendenti aziendali. «Questo non è l’unico problema che risolviamo da soli» - ha spiegato il titolare dell’azienda - «per l’assenza della rete fognante, siamo provvisti di vasca biologica e, ogni anno, effettuiamo lo spurgo della stessa, sostenendo costi onerosi, tutti a carico dell’azienda». Dunque, questi sono problemi di cui ci parlavano i nostri nonni ma che continuano ad interessare anche le generazioni contemporanee che, purtroppo, si trovano, quotidianamente, ad affrontare tali difficoltà. Ecco il disagio di chi vive in un’area così vicina al centro di Avigliano ma che, per certi versi, nel 2012 sembra interessata ancora da problematiche d’altri tempi.
 
Antonella Rosa
fonte IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA
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