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15/04/2012
CASO TELESCA, DITTA CHIEDE I DANNI
Due piani dichiarati abusivi, ma il privato torna all'attacco - La campagna di Unità Popolare - Rosa: "Una transazione? Solo con opere eque e con il vantaggio del pubblico"
 
AVIGLIANO - IL plico di lettere protocollate con cui le associazioni chiedono conto è piuttosto voluminoso. Tre piani di quel palazzo che sorge a pochi passi dall'ingresso del paese, sono dichiarati abusivi o realizzati in maniera diversa da come avrebbero dovuto essere. Ad Unità Popolare, sulla vicenda dell'abuso edilizio di palazzo Telesca, si sono spesi parecchio. Chiedono - visto che la demolizione è oggettivamente impossibile - che cosa aspetti il Comune requisire quelle volumetrie e a cederle alle associazioni per scopi sociali. Sono almeno sei le associazioni che hanno scritto al sindaco di Avigliano, Vito Summa. Perché non accettare il suggerimento di UP? Se invece si volesse seguire la strada della transazione - dicono dal partito - le condizioni degli accordi con il privato dovranno davvero ristabilire il bene pubblico. STORIA DI UN ABUSO - La vicenda di palazzo Telesca, però, non è certo conclusa. La società Bmg costruzioni ha fatto ricorso al Tar, chiedendo il risarcimento danni per una presunta illegittimità dei provvedimenti amministrativi emessi dal Comune. Eppure sono stati i giudici amministrativi (fino al Consiglio di Stato, nei precedente contenzioso) ad aver stabilito l'illegittimità della realizzazione di quelle volumetrie. Il consigliere comunale di Up, Vito Fernando Rosa, ha più volte denunciato: «Sembra non ci sia volontà politica di risolvere la questione, ma che si stia facendo di tutto per lasciare campo libero all'iniziativa privata. Dove sta la difesa del bene pubblico?». NUOVO RICORSO - La delibera di giunta con cui il Municipio si costituisce in giudizio contro la società è di febbraio. «Il nostro - unico scopo - replica il sindaco Vito Summa - è quello di ristabilire l'interesse pubblico» Da qualche tempo era aperta la strada della transazione, per ricompensare «l'interesse generale negato» con opere pubbliche e non con sanzioni pecuniarie. VICENDA SENZA FINE - La vicenda di palazzo Telesca è lunga, articolata e ricostruita in un faldone di atti spesso così. Ottenerli non è sempre stato facile, ha spiegato Rosa, che ha fatto valere il ruolo istituzionale. Nel frattempo, anche un altro cittadino si impegnava in quella che è diventata una battaglia di principio e di legalità. Canio Coviello, oltre che esponente di Up, è un promittente acquirente di un garage, in uno di quei piani che avrebbero dovuto essere interrati. Solo ad acquisto avviato ha scoperto che il deposito era abusivo. E' così che ha cominciato a chiedere conto alla politica e alla magistratura. Chi doveva vigilare e non lo ha fatto? LE ORDINANZE - Sono passati quasi dodici anni dalla concessione edilizia per realizzare la struttura di via Fortunato che prevedeva quattro piani fuori terra e tre interrati, di cui uno da destinare a garage. Dopo alcune segnalazioni, il Comune emette le prime ordinanze di demolizione: procede poi con una sorta di sanatoria. Nonostante tutto i lavori si fermano per un palo di anni. Quando riprendono, comincia anche la battaglia legale e istituzionale di Coviello. Dopo numerosi esposti e lettere di sollecitazione, l'amministrazione ha sospeso i lavori del cantiere, annullato la Dia (dichiarazione di inizio attività) e poi emesso le ordinanze di demolizione. L'impresa edile ha fatto ricorso, ma i giudici amministrativi le hanno dato torto. INTERESSE PUBBLICO - Il Tar, nell'aprile del 2009, in una ordinanza intermedia, aveva spiegato come esistessero «un interesse pubblico specifico» persino diverso «dal mero ripristino della legalità violata», per il «notevole eccesso di volumetria realizzato». A pochi mesi di distanza il Consiglio di Stato conferma che sarà l'amministrazione comunale a dover scegliere se procedere con l'interramento o con una sanzione economica. VALORE DELLE OPERE - Mesi dopo, Rosa presenta un'interrogazione in cui chiede di sapere i motivi per i quali non si dato seguito alle sentenze dei giudici amministrativi. E' così che si comincia a discutere della bozza di transazione in itinere. La società edile si è offerta - per sanare la propria posizione-di realizzare una strada e un parcheggio del valore di circa 500 mila euro. Se l'amministrazione ha chiesto - dice il sindaco - almeno di raddoppiare, Unità Popolare denuncia invece - che il valore delle opere proposte sia in realtà molto inferiore IL DANNO E LA BEFFA - Nel corso dei mesi UP a dato corso a una campagna politica con manifesti, volatini, interrogazioni, lettere ed esposti. Ora, a tre anni di distanza da quelle ordinanze «faticosamente ottenute», la ditta Telesca ha fatto causa al Comune «Al danno si è aggiunta la beffa dice ancora Rosa - il Comune che di recente ha risparmiato anche sulla giornata degli spalatori della neve, penalizzando i poveri disoccupati anche in questa occasione è stato costretto a sborsare 10mila euro per le spese legali e il mandato all'avvocato. La speculazione edilizia andava fermata a tempo debito». Ora chi pagherà se non i cittadini? «VIGILEREMO» - Per questo Up chiede la convocazione di una commissione consiliare sul tema, per poter discutere delle ultime tappe della vicenda. Le complicità che investono questa vicenda sono ancora tutte da scoprire - dice Canio Coviello - La cosa certa è che Up non smetterà la sua azione fin quando i piani abusivi non saranno requisiti ed acquisiti al patrimonio pubblico e qualcuno non pagherà penalmente per questo vero disastro urbanistico ed ambientale>. L'amministrazione spiega di non aver dimenticato la vicenda, consapevole che comunque ora Avigliano deve fare i conti con l'abuso all'ingresso della città. Che fare? Inseguire un interramento che potrebbe andare avanti per anni? Usare il pugno duro? «Stiamo lavorando alla vicenda, ci interessa solo l'interesse generale», dice Summa. LA PROPOSTA - Quanto a Unità Popolare, «non siamo irremovibili - aggiunge Rosa - e capiamo che la strada della transazione può essere seguita, a patto che si cerchi davvero il bene comune». In particolare, «il parcheggio da realizzare deve essere più grande di quello ipotizzato dal privato e la strada adeguata. Altrimenti, ancora una volta, non ci sarebbero vantaggi perla comunità. Non può essere sempre il pubblico a pagare».
 
anonimo
fonte IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA
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