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29/02/2012
ECONOMIA, POLITICA E CALCIO, TUTTO QUESTO E' L'ABBRACCIO
Presentata ad Avigliano la raccolta di Antonio Pace
 
AVIGLIANO- Si è tenuta sabato sera nel Chiostro del Palazzo di Città la presentazione del la raccolta di poesie "L'abbraccio" di Antonio Pace, poeta aviglianese per passione. All'evento hanno partecipato il sindaco di Avigliano,Vito Summa, Nicoletta Zaccagnino -presidente dell'Associazione teatrale di San Nicola "Gli Sprdus"e il consigliere Comunale, Vincenzo Claps, oltre ovviamente all'autore. Il percorso artistico di Antonio Pace è cominciato nel 1997 con il libro "Nient'altro che..,"; nel 2002 è stata pubblicata la sua seconda raccolta di poesie dai titolo: "Lu mistier mio; 'lu spazzin", premiata al concorso nazionale di poesia dedicato alla mamma. Ma sono varie le poesie scritte da Antonio inserite in diverse antologie di rilievo nazionale. Un altro importante riconoscimento gli è arrivato il 2 giugno del 2010, quando è stato tra i lucani insigniti dell'onorificenza di Cavaliere dell' Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana". Nè "L'abbraccio", scritto per lo più in vernacolo, vengono toccati molti temi: si spazia dalla politica al calcio, dall'economia alla globalizzazione, passando per la difesa dei valori di un tempo, delle tradizioni a sentimenti come la tenerezza, la nostalgia. Le opinioni dell'autore sono divise per argomenti e si focalizzano soprattutto sui ritratti delle persone del suo paese, che lui conosce o ha conosciuto personalmente, alcune delle quali vengono accostate a personaggi famosi a livello mondiale che, si sono distinti per la loro bontà. Ma il leitmotiv di tutta l'opera sono i sentimenti, sempre vissuti in prima persona dall'autore: il sentimento di amicizia che lo lega ai componenti dell'Associazione "Gli Sprdus", a cui dedica le prime tre poesie, ma anche quello per i politici locali, che cita nella penultima sezione del libro, denominata "Par condicio", quello di affetto per alcune persone care che ricorda con nostalgia, ma anche il sentimento di pietas religiosa e per i defunti, di tenerezza per i deboli e gli anziani, quello di stima per chi ha speso tutta la propria esistenza per aiutare gli altri, quello di gratitudine per la sua maestra, e infine di passione per il suo sport preferito; il calcio. Gli interventi degli ospiti presenti alla manifestazione sono stati abbastanza concordi nel definire ciò che caratterizza positivamente la silloge: più che una vera e propria ricerca letteraria, l'apprezzabile tentativo dell'autore di recuperare e rilanciare il dialetto aviglianese, ma anche la sensibilità e la capacità di esprimere i sentimenti più nobili, unitamente all'ironia e alla leggerezza di cui spesso si avvale.
 
Valeria Giordano
fonte LA NUOVA DEL SUD
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