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14/05/2010
UN OSSERVATORIO ASTRONOMICO MOBILE A MISURA DI GIOVANI
Studenti dell'Ipaa di Lagopesole hanno partecipato al progetto "Space Car"
 
LAGOPESOLE – Lectio magistralis sul sistema solare e conseguente serata osservativa giovedì per i ragazzi dell’IPAA di Lagopesole. Il professor Longo, docente di astrofisica dell’Università Federico II di Napoli è stato seguito attentamente dagli studenti che hanno dimostrato interesse e partecipazione per questa iniziativa rientrante nel progetto denominato “Space Car”, ovvero osservatorio astronomico mobile, dotato di un telescopio semiprofessionale (40 cm è il diametro dello specchio primario), realizzato in collaborazione dall'Associazione Auser Basilicata, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, dalla Regione Basilicata, dall’Università Federico II di Napoli - partner scientifico del progetto - e finanziato dalla Fondazione per il Sud. Lo space car rappresenta un vero e proprio patto fra generazioni per lo sviluppo della cultura scientifica tecnologica ed economica, in particolare sul territorio lucano. Il progetto è partito due anni fa a settembre e terminerà il 31 maggio di quest’anno, mentre il prossimo 4 giugno ci sarà a Potenza il momento conclusivo con la relativa rendicontazione. Il professor Longo e il responsabile del progetto, Mario Sarli, fino ad ora hanno girato 14 comuni lucani, tra cui Potenza e Matera e hanno tenuto 27 incontri nelle scuole superiori con altrettante serate osservative; altri 14 appuntamenti sono previsti fino alla chiusura del progetto. L’idea di base è stata quella di costruire il primo osservatorio mobile d’Italia partendo dal presupposto che è possibile affrontare il problema delle vocazioni scientifiche delle giovani generazioni del Sud Italia iniziando dalla creazione - soprattutto nelle aree più disagiate - di nuovi luoghi di incontro fra generazioni, luoghi di apprendimento scientifico non convenzionale, dove viene valorizzato il lavoro dei volontari della Terza Età. Secondo il rapporto PISA 20061 in Italia i giovani presentano conoscenze matematiche e scientifiche piuttosto carenti. Quindi lo “Space Car” nasce essenzialmente come elemento di innovazione tecnologica e formativa. Questo è il motivo per cui il progetto è intervenuto su 3 linee: l’Ideazione-costruzione-allestimento dello “Space Car”; la realizzazione di percorsi formativi specifici per i volontari dell’Auser con la funzione di animatori dello “Space Car” e la messa in atto di laboratori scientifici territoriali e scolastici tramite l’impiego di risorse e competenze definite dal progetto.
 
Valeria Giordano
fonte LA NUOVA DEL SUD
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