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27/08/2011
UN TUFFO NEL PASSATO AVIGLIANESE CON I GIOCOBINI DEL 1799
Ritorna la macchina del Tempo di Dialogi e Tradizioni
 
Se il visitatore della sagra aviglianese, scenderà dalle stradine scendenti lungo la chiesa madre, verso il quartiere chiamato "m'pere la terra", lasceranno il XXI secolo per addentrarsi in una macchina del tempo vivente nei periodi giacobini della rivoluzione partenopea, quando Avigliano fu il primo comune che il 19 gennaio ancor prima di Napoli issò l'albero della libertà, simbolo dei valori illuministi. Era il 1799, nella cittadina vi erano ben due eserciti giacobini, era il paese del sacerdote Nicola Palomba, nato nel 1746 e morto a Napoli nel 1799, giustiziato dopo il ritorno del Borbone. Era la città dei due fratelli Vaccaro, Michele e Girolamo morti da eroi contro i sanfedisti nella difesa di Picerno, Ma era anche il paese di Don Marco Cascia, che portava sempre con due bandiere: quella francese e la borbonica, quando vincevano i giacobini gridava "Viva i francesi" sventolando il tricolore, ma pronto nel caso tornasse Re Ferdinando IV a issare lo stemma reale dei Borboni. Ora il Regno delle Sicilie non c'è più, neanche la repubblica giacobina, ma i voltagabbana vi sono e vi saranno sempre. L'associazione ASP Terra ripropone la terza edizione di "Dialoghi e Tradizioni" con un tuffo nell'Avigliano Pre risorgimentale ed Unitario, unendo nel racconto animato antiche tradizioni quali la fede nuziale aviglianese, forgiata nell'oro e raffigurante due mani intrecciate o le scene della rivoluzione partenopea con i figuranti vestiti da giacobini che alzano l'albero della Libertà, cantando i versi di Girolamo Vaccaro "Viva la Francia, viva ognora che da ceppì ci salvo e tiranni della malora colla sciabola li mandò, mentre innalzano l'albero della libertà, vedranno e consoceranno I Vaccaro, i combattenti contro i sanfedisti, le donne che cuciono una bandiera con i colori verde, bianco e rosso. Sentiranno il grido di dolore ed i pianti dopo la notizia della caduta di Picerno, era il 10 maggio e 70 aviglianesi andarono ad aiutare i giacobini picernesi. Cos' ricorda Vincenzo Cuoco nelle sue Memorie "A Picerno si raccolsero, alla fine del XVIII sec. i repubblicani per organizzarvi, al comando dei fratelli Vaccaro, la resistenza contro le forze sanfediste che avanzavano verso Potenza guidati da Sciarpa. La resistenza della Basilicata alle orde dello Sciarpa ebbe l'ultima sua pagina gloriosa e il suo glorioso compendio nella eroica difesa di Picerno nella primavera del 1799. La piccola città di Picerno, che aveva festeggiato con sincera allegrezza il mutato politico reggimento, assalita da borboniani, sbarrò le porte e aiutandosi del luogo, allontanò più volte gli assalitori. Sino a che declinando le sorti universali della Repubblica torme più numerose andarono all'assedio; e fu agli abitanti necessità combattere dalle mura. La città cadde il 10 Maggio. Lo storico partenopeo definì Avigliano "il dipartimento più democratico della terra" . Poi il viaggio nel tempo finirà con l'unità d'Italia e la notizia dell'arrivo di Garibaldi, ed altre curiosità e aneddoti del passato che non anticipiamo per non far perdere la sorpresa di viverli e vederli con i propri occhi. Lo spettacolo è previsto sabato 27 a partire dalle ore 20: 00.
 
Leonardo Pisani
fonte LA NUOVA DEL SUD
categoria: DA CLASSIFICARE
 
 
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