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06/01/2011
ZERO AI PAROLAI DELLA SOLIDARIETA': POCA SOLIDARIETA' ALLA FAMIGLIA SANTORO
Il Direttore della Nuova del Sud Parella ricorda l'aviglianese Santoro e critica la scarsa semsibilita' dimostrata dalle istituzioni lucane
 
parolai e maestri dei comunicati tacciono. Non certo per ignoranza, ma per il libera scelta. E meno male. L'Italia resta un Paese democratico. Eppure a volte abbiamo sentori diversi. Così come non siamo convinti che tutti i martiri abbiano la stessa dignità. Non tutti possono vantare la solidarietà universale. L'ultimo esempio, quello di Sakineh, la donna iraniana che da tempo vive nel braccio della morte della teocrazia iraniana, anche in Basilicata -così come nel resto del Paese- ha avuto un'eco diverso rispetto alla vicenda dell'ex terrorista Cesare Battisti, detenuto in Brasile e che il presidente Lula ha deciso di non estradare in Italia. Pochi, pochissimi hanno osato esprimere condanna per una decisione, pur legittima, dell'ormai ex presidente brasiliano. E i maestri della solidarietà lucana tacciono, dimenticando che l'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, ha dimostrato le sue qualità di killer uccidendo a sangue freddo il maresciallo della polizia penitenziaria, Antonio Santoro. Nato ad Avigliano, quest'ultimo, era il comandante del carcere di Udine, città dove prestava servizio. Fu questo il battesimo di sangue per Battisti a cui, come hanno appurato le indagini e i relativi gradi di giudizio, ne seguirono altri tre. Sentenze che non bastano a far scontare la pena in Italia. Dopo l'esilio in Francia, la fuga in Brasile, dove il governo lo considera un rifugiato politico. Intanto, i familiari delle vittime hanno manifestato davanti l'ambasciata brasiliana a Roma. Con il Psi, anche diversi ministri del governo Berlusconi, dell'Udc, Idv. Una solidarietà bipartisan che è quasi completamente obliata da queste parti. Dopo alcuni giorni, l'Amministrazione comunale aviglianese ha fatto sentire la propria voce, ma a tacere sono tutti gli altri. Forse l'eccessiva politicizzazione non giova. Il consigliere Rosa del Pdl, anch'egli aviglianese, ha scritto dopo diversi giorni. Per il resto è calma piatta. E se si paragona alla vicenda della donna iraniana c'è da rabbrividire. Partiti di destra e di sinistra, consigli comunali, provinciali, regionale tutti concordi: fiumi di carta per fare pressioni sul governo iraniano. La piccola Basilicata a fianco della donna forse accusata ingiustamente dell'assassinio del marito e comunque condannata alla lapidazione. Un bel gesto che vorremmo vedere più spesso. Magari a partire dall'ex terrorista Battisti. Finora nessun Consiglio ha espresso solidarietà alla famiglia aviglianese. Nessuno -o meglio pochissimi- si sono agitati per la "giustizia giusta". Per far sì che i responsabili della morte di un maresciallo delle fiamme azzurre paghino per quello che hanno fatto. Non ci aspettiamo un'orgia di dichiarazioni e di comunicati stampa, ma almeno parole di incoraggiamento e di conforto per la famiglia di Santoro. Le istituzioni, dovrebbero svestirsi dai panni ideologici. Ma il caso Santoro è l'ennesima dimostrazione che così non è. Ci sono terroristi e terroristi. Morti e morti. Eroi ed eroi. Così come professionisti e dilettanti della solidarietà tramite comunicati stampa.
 
Mimmo Parella ( Direttore de La NUova del Sud)
fonte LA NUOVA DEL SUD
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I COMMENTI DEI VISITATORI
Antonio da Avigliano | 06/01/2011 - 20:15
 
no intendo alimentare beghe politiche, ma forse la stampa si preoccupa solo del Berlusca....parolai di sinistra?....del resto si tratta di PROLETARI ARMATI. bravo Sig. Direttore