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PENSAVO FOSSE UN PIANO, INVECE ERA UN CALESSE
 
 
Il 9 novembre u.s., non senza un’ostentata enfasi, viene annunciata dall’Amministrazione Comunale di Avigliano, l’approvazione del Piano Neve per l’anno 2020/2021, atto a “garantire la percorribilità su tutta la rete stradale comunale in caso di nevicate e gelate”.

A poche ore dalla pubblicazione si scopre che uno tra i punti maggiormente qualificanti del programma elettorale del neo Sindaco sia stato affrontato scopiazzando velocemente con un semplice e maldestro copia e incolla, il piano di emergenza neve del Comune dell’Aquila.

Non c’è nulla di male nel prendere ispirazione ed esempio da altri, qualora i risultati conseguiti altrove siano compresi e rielaborati ragionando sulle esigenze e peculiarità legate al proprio territorio. Un piano di emergenza neve, così come ogni altro strumento legato al concetto di pianificazione, non assume mai valore universale, ma si configura come un “abito cucito su misura” e pertanto non può star bene a tutti.

Nel caso in esame trattasi, invece, di una vera e propria copia priva di qualsiasi rielaborazione, oltretutto con la grave omissione di punti cruciali riguardanti l’individuazione di mezzi, tempistiche e personale: un lavoro che avrà impegnato al massimo qualche ora (per la maggior parte probabilmente dedicate al concept della copertina).

Il problema vero, però, non riguarda la modalità di “redazione” del documento, ma che quanto approvato NON È un piano: rappresenta una sorta di vademecum con indicazione delle regole comportamentali da adottarsi, da parte dell’Amministrazione e dei cittadini, in attuazione a quanto disposto dallo strumento di emergenza (che però manca).

Quando si parla di pianificazione non si può prescindere da un’analisi preliminare e dettagliata del territorio che, in questo caso, dovrebbe portare quantomeno alla realizzazione di una cartografia che contenga: le zone interessate dal piano e la classificazione delle viabilità con indicazioni delle priorità; gli edifici strategici e sensibili; i punti di pubblica utilità e di prima necessità; l’indicazione delle aree di accumulo neve; i percorsi dei mezzi di emergenza; le zone di soccorso e le strutture dedicate alla gestione delle emergenze.

Queste sono solo alcune delle indicazioni che un piano di dettaglio dovrebbe contemplare in modo da poter stabilire - in base all’entità dell’evento nevoso - gli interventi necessari, il numero di mezzi, la quantità di materiali da mettere a disposizione, le risorse umane da impiegare e la conseguente stima dei costi.

Quando non si ha contezza di un problema bisognerebbe avere almeno umiltà e cautela nell’affrontarlo.

Vista la tempistica, ormai, non resta che far riferimento al minimo sindacale previsto dal piano emergenza neve (elementare e scarno) da sempre in dotazione al Comune in modo da garantire una risposta quantomeno sufficiente in caso di emergenza.

L’auspicio è che la comunità aviglianese eserciti sempre la propria capacità di discernimento in modo da distinguere il vero dal falso, l’entusiasmo dalla megalomania, la sostanza dalla vacuità.

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inviato il 11/11/2020
da Adriana ROSA
per AVIGLIANO POSSIBILE
per la categoria POLITICA
 
 
 
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