ID: 1246
I RISVOLTI GIUDIZIARI DELLO SMALTIMENTO DI RIFIUTI LEGATI ALLE ATTIVITÀ PETROLIFERE DOVREBBERO FAR RIFLETTERE I LUCANI E L’INTERA CLASSE POLITICA

01/04/2016

inviato da Gianni Roa
per Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale

TESTO NON FORMATTATO

I risvolti giudiziari dello smaltimento di rifiuti legati alle attività petrolifere dovrebbero far riflettere i Lucani e l’intera classe politica La notizia di questa mattina sugli arresti avvenuti per ‘traffico e smaltimento illecito di rifiuti’ non ci interessa sotto il profilo giudiziario. Le indagini faranno il loro corso e le responsabilità, ove ci fossero, saranno accertate. Ma quello che emerge, dal punto di vista politico, quello sì. Quando diciamo che siamo governati da un sistema di potere che, in 40 anni, ha alimentato lobbies e impoverito il popolo, che si è dimostrata incapace di risolvere i problemi perché, tanto, gestire l’emergenza lascia le mani libere dai legacci ed è più semplice, ci riferiamo proprio al fatto che, in ipotesi di reato simili, il ‘pubblico’ non dovrebbe proprio comparire. O se lo fa, dovrebbe essere perché parte lesa e non coinvolta. Perché parte che tutela e non che volta la testa dall’altra parte. È da sempre che lo diciamo. Da sempre. Uno degli esempi più lampanti, legati, probabilmente, alla vicenda di oggi, è la nostra interrogazione sulla questione delle acque radioattive che dal Centro Olio di Viggiano venivano trasportate, in autobotti, a Tecnoparco. Allora, noi avevamo chiesto quali attività erano state poste in essere dalla Giunta per rimediare e l’Assessore ci aveva risposto che le analisi effettuate “sono state rivolte soprattutto alla valutazione delle concentrazioni di radionuclidi naturali”. Praticamente, su acque derivanti dalle estrazioni petrolifere, quindi ‘lavorate’, con valori di radioattività nove volte superiori al normale, la Regione aveva effettuato solo controlli per rintracciare radioattività naturale. Se non è approssimazione questa, non sappiamo cosa lo sia. Sono modi questi per tutelare l’ambiente e la salute pubblica? Noi riteniamo di no. La questione è: premesso che le aziende, di qualunque natura, fanno il loro interesse, le Istituzioni dovrebbero fare quello dei Cittadini. In Basilicata non è così. Dunque, non è che siamo contro il petrolio a prescindere, non è che siamo contro il nucleare, contro l’eolico o qualsiasi tipo di industria. Anzi. È che la nostra classe dirigente non è in grado di gestire nulla nel rispetto del territorio, della popolazione e della legge. Quindi, lasciateci passare l’accostamento improprio, per il principio di precauzione, certe attività, che si svolgono in modo normalissimo in tutto il mondo, qui da noi, con questa classe di governo, che è sempre la stessa da 40 anni, semplicemente non si possono fare. Non si possono fare perché chi ci governa non è in grado di contemperare l’interesse pubblico con quello privato. E noi non possiamo rischiare che per l’approssimazione di pochi si rischi la salute di molti. Potenza, 31 Marzo 2016 Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale


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