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14/06/2017
SFILATA DEI TURCHI AD AVIGLIANO PER FESTEGGIARE SAN VITO
Tutto pronto ad Avigliano per la XXIII edizione del Corteo storico di San Vito, tradizionale sfilata di turchi.
 
Tutto pronto ad Avigliano per la XXIII edizione del Corteo storico di San Vito, tradizionale sfilata di turchi con la nave interrotta negli anni ‘50 e ripresa nel 1995, in occasione degli imponenti festeggiamenti per il centesimo anniversario della proclamazione di San Vito a patrono del comune, organizzati dall’Associazione a lui dedicata. Circa 800 i figuranti che daranno vita al corteo che si è snoderà per le vie di Avigliano; con partenza dal quartiere Basso la terra, il lungo e variopinto serpentone attraverserà le principali vie del centro cittadino, per poi sostare in piazza Gianturco, dove i gruppi partecipanti si esibiranno in scenette animate e coreografie. Anteprima del corteo i Bassabanda di Molfetta e a seguire apre la lunga sfilata lo stendardo Associazione San Vito, i Cavalieri Locali, il carro dei Buoi, il Gonfalone del Gruppo Sbandieratori e musici seguito dai giovani atleti e musicisti che stanno accumulando successi e riconoscimenti a livello nazionale, le coppie di Avigliano e di Rionero, gli sbandieratori di Lucera, i figuranti di Ruoti, il mangiafuoco Lorenzo Genovese detto Lollo, i musici di Forenza, i figuranti di Mesagne, i tamburi di Bernalda, i figuranti di Avigliano Scalo, i cavalieri di Biancalancia, gli Spadaccini di Potenza, gli sbandieratori del quartiere San Basilio di Oria, la nave e i Fieramosca, i Portatori del Santo di Potenza, gli Spadaccini di Cava con i Trombonieri Filangieri e il gruppo Montecastello, l’Associazione storico culturale Brancaleone di Barletta, i Tamburi di Acerenza, i figuranti di Bitonto, i carretti, la la Iacchera e il popolo ed il gruppo folk di Accettura. L’origine del corteo dei turchi con la nave è da ricercarsi nella leggenda riportata anche da Vincenzo Claps nel libro Avigliano: il primo nucleo della cittadina fu costituito da un gruppo di persone venute dall’Oriente e rifugiatosi in Lucania in seguito alla perdita, in combattimento, della propria nave. Questi uomini, in occasione delle ricorrenze delle loro terre d’origine, raffiguravano l’episodio della perdita della loro imbarcazione con una nave al cui centro era montato un castello, portata in giro per le strade del paese. Da questo mito avrebbe preso spunto la tradizionale parata, per le cui modalità di svolgimento è stato seguito il racconto fattone da Tommaso Claps nel libro “A pié del Carmine”: giovani vestiti all’orientale (i turchi) incedevano a piedi o a cavallo, impugnando sciabole, rischiarati con lumi e torce a vento; i turchi erano seguito dalla nave, fors’anche simbolo di antiche vittorie sui saraceni incursori; dinanzi all’imbarcazione viaggiava il “gran turco” (persona camuffata da musulmano, che fumava una grossa pipa), circondato da molti altri uomini armati di fucili, che univano le loro grida a quelle di coloro che trasportavano il bastimento sulle spalle. La nave era, inoltre, seguita da molte persone ed anche dalla banda musicale. Questa tradizione si è perpetuata ogni anno, alla vigilia della festa di San Vito, Patrono d’Avigliano, fino agli anni ‘50 ed è stata ripresa, con unanime approvazione, nel 1995.
 
Sandra Guglielmi
fonte LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
categoria: ATTUALITÀ
 
 
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