ID: 1070
IL COMUNE DI AVIGLIANO HA ADITO IL TRIBUNALE DI POTENZA PER L’ANNULLAMENTO DELL’ORDINANZA D’INGIUNZIONE DI € 18.000,00 EMESSA DALLA REGIONE BASILICATA

24/07/2015

inviato da Sindaco Vito Summa
per Comune Avigliano - Sindaco

TESTO NON FORMATTATO

Il Comune di Avigliano ha adito il Tribunale di Potenza per l’annullamento dell’ordinanza d’ingiunzione di € 18.000,00 emessa dalla Regione Basilicata - Ufficio ciclo dell’acqua - a seguito dei verbali d’infrazione, datati 2010, del Corpo Forestale dello Stato che contestava la presenza di scarichi a cielo aperto sul territorio comunale di Avigliano. Giova ricordare all’ex consigliere comunale di FdI – An, Vincenzo Claps, che in materia di esercizio del servizio idrico, l’art. 141, co. 2° del Codice dell’ambiente dispone che l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue è inibito, ex lege, al Comune di Avigliano e spetta alla società Acquedotto Lucano s.p.a. che, in quanto tale, è tenuta a munirsi dell’autorizzazione essendo “titolare dell’attività da cui origina lo scarico”. Il Comune di Avigliano, al contrario, non è titolare di alcuna competenza (da intendersi in senso tecnico) in tema di gestione del servizio idrico, non svolge attività materiale di fognatura e/o di depurazione delle acque e non può incidere sullo svolgimento di tali attività svolta in via esclusiva da parte di Acquedotto Lucano. Il ricorso proposto deve far riflettere sulla contraddittorietà di norme e competenze in materia, richiamando l’attenzione degli altri soggetti istituzionali (AATO, Regione Provincia, Acquedotto Lucano) rispetto ad una vicenda che si ripete ormai da tempo uguale e/o similare per tanti altri comuni lucani, dal nostro punto di vista paradossale. La Regione che è il soggetto preposto a finanziare le reti idriche e fognarie assicurando il collettamento e la depurazione delle acque, finisce per sanzionare i comuni che ormai da decenni attendono, pazienti, la realizzazione delle stesse. Saranno i giudici a fare chiarezza, ma forse una rivisitazione della materia, anche in sede politica, aiuterebbe a rimuovere situazioni sgradevoli che costringono i comuni a ricorrere ai tribunali anziché alle assemblee legislative. La questione la potremmo chiudere qui, ma le argomentazioni del già consigliere Claps meritano qualche precisazione ulteriore. La comunità aviglianese è stata una delle poche ad avere un proprio rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di Acquedotto Lucano per ben 5 anni, ovvero a cavallo delle sanzioni contestate. L’ing. Gaetano Rizzitelli, ex segretario cittadino di Forza Italia ed attualmente dirigente di primo piano di FdI-An, che al termine dei suoi 5 anni di mandato non è riuscito nemmeno a far partire un intervento già finanziato ed in avanzata fase di progettazione. Fratelli d’Italia, spiegate meglio agli Aviglianesi il perché, invece di additare sempre le colpe altrui. Questa volta tocca a voi spiegare, in maniera trasparente, perché? Sul tema abbiamo scritto nuovamente all'Amministratore unico di Acquedotto lucano chiedendo la convocazione urgente di un tavolo tecnico, anche alla luce dei numerosi disservizi che si stanno verificando proprio in questi giorni. Interi territori lasciati all'improvviso senza erogazione idrica, senza nessun avviso e senza informare l'Amministrazione di quanto sta accadendo. Una situazione insopportabile che sta creando un clima di allarme sociale non più sostenibile che si aggiunge alla beffa delle sanzioni e della mancata realizzazione di un opere attese da oltre dodici anni.

in allegato lettera ad acquedotto lucano


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